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ANCHE GLI OCCHI INVECCHIANO: COLPA DEL DANNO OSSIDATIVO

Con l’avanzare dell’età, per fattori genetici e per lo stile di vita intrapreso, l’organismo perde progressivamente le sue capacità: mentali, motorie, psicofisiche ed estetiche.

Tutto ciò riguarda anche la salute degli occhi, con l’inizio di un percorso degenerativo che può portare a disturbi visivi come il glaucoma, la retinopatia diabetica, la cataratta e la degenerazione maculare.

Nel glaucoma, in particolare, l’occhio è sottoposto ad un aumento della pressione intraoculare derivante da un danno ossidativo cronico e dalla conseguente disfunzione di un tessuto oculare specifico: il trabecolato.
Si tratta di un tessuto oculare specializzato che regola la produzione e il deflusso di un liquido (umor acqueo) fondamentale per il mantenimento dell’integrità e della funzionalità delle strutture oculari.

L’umor acqueo, è un liquido che viene continuamente prodotto e riassorbito, ma, quando il processo di deflusso viene ostruito, si accumula determinando un aumento della pressione all’interno dell’occhio (pressione intraoculare) .

La fondamentale funzione del trabecolato di drenaggio dell’umor acqueo presente nell’occhio viene quindi compromessa. E’ questo a provocare un continuo aumento della pressione intraoculare, uno schiacciamento delle strutture correlate e quindi una degenerazione delle fibre nervose e dei tessuti, come il nervo ottico, quell’insieme di fibre nervose che si trova nella zona centrale della retina e porta il segnale visivo al cervello affinché lo elabori.

Ma è ampiamente documentato che questo aumento della pressione intraoculare rappresenta solo un epifenomeno; mentre si può affermare con certezza che sia il danno ossidativo la forza che guida patologicamente l’insorgenza e la progressione della patologia.

Diversi studi hanno infatti evidenziato che il GLAUCOMA (POAG) e’ una patologia dovuta, sostenuta e promossa dal danno ossidativo nel trabecolato sclero-corneale.

Infatti il glaucoma e’ una patologia neurodegenerativa multifattoriale in cui si si sviluppano segnali
pro-apoptoci ,responsabili della morte delle cellule ganglionari retiniche ,che partendo dal trabecolato arrivano al nervo ottico con conseguente neurodegenerazione e alterazione del campo visivo.

Ecco perché con il trascorrere del tempo, il malfunzionamento del trabecolato rischia di compromettere le capacità visive dell’occhio: danni al nervo ottico determinano un peggioramento della vista e si assiste ad un progressivo restringimento del campo visivo (dalla periferia verso il centro).

Il danno ossidativo rappresenta un importante step nello sviluppo del glaucoma in quanto contribuisce alla degenerazione del trabecolato favorendo l’aumento della pressione intraoculare e la lesione del nervo ottico.
Il controllo del danno ossidativo , quindi, contribuisce alla gestione della pressione intraoculare, a contrastare la degenerazione del nervo ottico e a limitare i danni a livello del campo visivo.

E considerato che il trabecolato non è fatto per difendersi dal danno ossidativo, occorre ripristinare le sue funzionalità: aiutare a controllare e limitare i danni provocati dall’ossidazione tissutale, in modo diretto, rappresenta il passaggio fondamentale per intervenire.
Con terapie complementari antiossidanti che arrivino quindi in materia attiva.
Ad esempio sotto forma di collirio.

2019-05-02T16:02:36+02:00
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