Chirurgia Refrattiva2019-05-31T09:32:12+02:00

AREE DI STUDIO/RICERCA SCIENTIFICA – Chirurgia Refrattiva

DI COSA SI TRATTA E COME INTERVIENE

Con CHIRURGIA REFRATTIVA si intendono tutte quelle tecniche per correggere dei vizi refrattivi intervenendo sulla cornea o sul cristallino.
Tali difetti sono principalmente la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo; ad essi si deve aggiungere la presbiopia. Tutti i vizi refrattivi possono essere corretti ricorrendo a diversi tipi di intervento: la classificazione primaria è tra chirurgia corneale e intraoculare.
I suddetti difetti possono essere normalmente corretti con l’uso di occhiali e lenti a contatto. L’intervento chirurgico è generalmente consigliato o quando tali ausili non sono ben sopportati, come in casi di intolleranza alle lenti, attività lavorative dove l’uso di lenti costituisca un problema, oppure semplicemente per la volontà di divenire liberi da tali ausili nella vita di tutti i giorni.
Il valore del difetto deve essere misurato da un oculista, il quale prima dell’eventuale intervento chirurgico deve ottenere una serie di dati. I più importanti sono: la misurazione del difetto visivo, la topografia corneale (la curvatura della superficie oculare), la pachimetria (misurazione dello spessore della cornea) e il diametro della pupilla.

Tra le tecniche più diffuse di chirurgia refrattiva con laser troviamo:

La tecnica PRK (sigla di Photo Refractive Keratectomy, fotocheratectomia refrattiva) è efficace su miopia, astigmatismo e ipermetropia. Si utilizza il laser a eccimeri, che asporta i tessuti per evaporazione con la precisione del millesimo di millimetro (micron).
Il medico asporta prima manualmente la parte superficiale della cornea, detta epitelio, poi esegue l’ablazione con il laser.
Una volta finito applica una lente a contatto protettiva che sarà tolta durante i successivi controlli, quando l’epitelio si sarà riformato o quando il medico lo riterrà opportuno.

LASEK (acronimo di LASer Epithelial Keratomileusis, cheratomileusi laser epiteliale) è un trattamento simile al PRK, che però prevede il sollevamento dell’epitelio originale anziché la sua rimozione.
L’epitelio viene preservato con una soluzione alcolica, che ne indebolisce anche l’adesione, sollevato ma non completamente asportato, e ribaltato di lato (flap epiteliale). Quindi si applica il laser ad eccimeri come nel PRK, e infine si riporta l’epitelio nella sua posizione originale, dove si risalda da solo.
La lente a contatto protettiva si applica sopra l’epitelio rimasto in buona parte intatto. È molto importante non urtare o strofinare l’occhio per qualche giorno.

Epi-LASIK Variante della LASEK. L’epitelio non viene scollato dallo stroma sottostante con una soluzione alcolica, ma meccanicamente con uno strumento separatore chiamato epicheratomo. In questo modo l’epitelio conserva in parte la sua vitalità.

SMILE La Smile (Small Incision Lenticule Extraction) è una tecnica adatta alla correzione dei difetti visivi quali miopia ed astigmatismo miopico. Utilizza il laser a femtosecondi per scolpire un lenticolo refrattivo che viene rimosso mediante una piccolissima incisione corneale, il tutto in un unico passaggio.

Questa procedura permette di non praticare sul paziente il flap corneale, come nella LASIK, o l’ablazione superficiale come nella PRK.

La correzione dei difetti refrattivi può avvenire anche a seguito dell’intervento di rimozione della cataratta e conseguente impianto di lente intraoculare (IOL). Grazie al costante progresso tecnologico, oggi è possibile impiegare lenti intraoculari (IOL), differenti per forma, materiali, grandezza, e potere ottico in modo da consentire la massima adattabilità alla correzione dei più vari difetti di vista e alle strutture oculari più diverse.La scelta della IOL più idonea da impiantare è importante per il successo dell’intervento di cataratta con correzione refrattiva.Per questa ragione lo specialista, dopo una approfondita consultazione ed un esame preoperatorio, deciderà se il paziente è un buon candidato all’intervento e quali sono le IOL migliori per una riuscita ottimale che può, nei casi che presentano le condizioni ottiche appropriate, portare anche all’eliminazione della necessità di utilizzare gli occhiali.

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