Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) Secca2020-02-21T18:30:14+01:00

AREE DI STUDIO/RICERCA SCIENTIFICA – Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) Secca

DI COSA SI TRATTA E COME RICONOSCERLA

Con l’espressione DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA all’ETA’ (DMLE) si indica una malattia retinica che provoca un’alterazione e una riduzione della funzionalità della zona centrale della retina (la macula) fino a una perdita della visione centrale. Questo fenomeno è dovuto al processo d’invecchiamento dell’occhio: la macula, contenente numerosi fotorecettori, si altera sino a perdere le sue caratteristiche. L’incidenza della DMLE è rara prima dei 55 anni, ma aumenta soprattutto dopo i 75 anni. La forma più grave della malattia, detta “umida”, è meno frequente e a più rapida evoluzione ma attualmente è l’unica considerata trattabile.

I sintomi iniziali consistono in una distorsione delle immagini che interessa il centro del campo visivo, difficoltà nella lettura e nello svolgimento di attività a distanza ravvicinata, in cui è richiesta la visione dei piccoli dettagli, perdita della brillantezza dei colori.

Esistono due forme di degenerazione maculare legata all’età: la forma secca (o atrofica) e quella umida (o essudativa). Queste, pur essendo una l’evoluzione dell’altra, andrebbero considerate come due patologie distinte, poiché le loro prognosi ed eventuali terapie sono del tutto diverse.

La forma secca o atrofica (85-90% dei casi) è caratterizzata da un assottigliamento progressivo della retina centrale, che risulta scarsamente nutrita dai capillari e, di conseguenza, si atrofizza. Un iniziale aumento dei livelli di stress ossidativo, dovuto per lo più all’avanzare dell’età, oltre che a scorretti stili di vita, fattori ambientali e genetici, determina una prima disfunzione dei tessuti retinici, soprattutto dell’epitelio pigmentato retinico. Se questa condizione permane, i prodotti di scarto dei processi ossidativi si accumulano nella macula, a formare le prime Drusen, bloccando il normale passaggio di ossigeno e nutrienti, e determinando una sofferenza del tessuto retinico. Cominciano a morire i primi fotorecettori. Per promuoverne la riparazione interviene il sistema immunitario, accompagnato da una risposta infiammatoria, che si autoalimenta e diventa cronica, se non trattata. Quella che era un’iniziale disfunzione, a questo livello diventa un vero e proprio danno.

IL CONSIGLIO

  • eliminare il fumo;
  • praticare esercizio fisico moderato;
  • proteggere dai raggi ultravioletti che possono contribuire a danneggiare la macula;
  • corretta alimentazione con apporto di sostanze naturali antiossidanti e antinfiammatorie

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